Il fascino del genere binario #2: Comunicazione

Parte 1 qui.

Version in English here.

(Prima che qualcuno se la prenda, questa serie di post, come spero abbiate già capito, è altamente ironica e umoristica e si riferisce agli stereotipi femminili e maschili a mio dire peggiori. Tutto è altamente stereotipato. Ho cari amici cisgender e il fatto che io sia un genderqueer di rado complica le cose; a volte non abbiamo magari idea di cosa l’altro stia parlando ma ehi, questo capita a tutte le categorie di persone. Cazzo, ho perfino avuto partner cisgender, e abbiamo avuto delle relazioni molto positive. Cazzo, anche le persone cisgender non si ritrovano necessariamente nei tradizionali generi binari. Quindi non vi preoccupate, non vi odio.)


Nel binario Mondo Dove Tutto È Semplice, ci si aspetta che uomini e donne comunichino in modi completamente differenti. E questo, se proprio volete sapere la mia, a me non sembra semplice per niente. Voglio dire, ognuno di voi ha approssimativamente il 50% della popolazione per cui vi servirebbe un manuale per interpretarne il linguaggio: non siete messi molto bene.
Le donne sono criptiche. Dicono no quando intendono sì e sì quando intendono no. Lanciano svariati segnali non verbali di dubbia interpretazione, soprattutto se vogliono comunicare il proprio disagio. Chiacchierano molto sia di cose futili sia di questioni personali, lanciandosi in complicatissimi discorsoni, soprattutto con le amiche. Le donne comunicano anche con il proprio aspetto fisico. Un po’ di tempo fa mi è toccato sentirmi spiegare come le femmine umane cambino il proprio taglio e il colore di capelli a seconda del proprio stato d’animo e della propria identità. Se una cambia capelli spesso, sta attraversando una fase di crisi e di insicurezza. E che cazzo. Che ansia. E se una stesse studiando per diventare parrucchiera? Se stesse solo sperimentando? Se vedo qualcuno che cambia il proprio taglio di capelli la prima cosa che penso è che semplicemente ne aveva voglia.

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Cosa credete che questo cavallo stia cercando di dirci?

Gli uomini invece sono creature primitive che non capiscono un cazzo, e soprattutto non capiscono il linguaggio delle donne. Non sono in grado di recepire alcun tipo di segnale non verbale. Quando in una situazione di conflitto il maschio chiede “Cosa c’è?” e la femmina risponde “Niente.”, il maschio capisce “niente”. L’uomo sopporta a fatica tutto lo sproloquiare della donna riguardo a questioni per lei importantissime; in effetti l’uomo detesta in generale parlare di questioni personali, così tanto che verrebbe da chiedersi se abbia effettivamente una vita interiore o no. L’uomo non comunica col proprio aspetto fisico. Gli uomini spesso non comunicano e basta, sono scimmioni con emozioni ridotte al minimo indispensabile.

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Si sta ancora chiedendo cosa lei intendesse dire con “niente”.

È normale per uomini e donne parlare male dell’altro sesso: le donne lamentano di quanto gli uomini siano imbecilli, insensibili e incomprensibili; gli uomini lamentano di quanto le donne siano incomprensibili e discutono strategie più o meno legali coi propri amici su come trombarsele.
E naturalmente, questa comunicazione pesantemente difettosa è una della principali ragioni di conflitto fra l’uomo e la donna, uno dei fondamenti portanti della guerra dei sessi, che in un mondo strettamente binario è praticamente inevitabile.
Di solito il mondo binario, per quanto a mio dire piuttosto squallidino, regge piuttosto bene; di solito tutte le parti si incastrano insieme. Questo invece è uno di quei casi in cui il Mondo Dove Tutto È Semplice diventa anche il Mondo Dove Tutto Fa Schifo. È vero che la comunicazione inserita in binari ben precisi, con regole differenti per ciascuno dei due sessi, fornisce una comoda semplificazione: non c’è bisogno di sforzarsi. Per quel che riguarda le persone del tuo stesso sesso sai già come ti devi comportare, e per le altre stabilire una vera e propria connessione è già stato stabilito impossibile, quindi non c’è motivo di impegnarsi granché, di provare a cambiare tattica, di provare a capire l’altro. Non vi potete capire, fine della storia. Sarà anche facile, ma il risultato è uno schifo. Mi domando come facciate, voi binari tutti compassati, a stabilire relazioni con persone del sesso opposto. A me sembra un disastro.

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Così va il mondo, giusto?

E anche se sto chiaramente ironizzando, su una nota più seria vedo tantissime relazioni eterosessuali partire male e finire peggio perché nessuno dei due comunica apertamente con l’altro. Stanno lì a farsi qualche milione di pare mentali, cercando di interpretare comportamenti e indizi, spesso vedendo le cose attraverso una lente binaria che impedisce loro di cogliere il vero significato, peraltro evidente, di quello che l’altro sta dicendo. Se la donna esprime un’opinione, probabilmente è perché la pensa davvero. Se l’uomo mostra segnali di affetto o si apre magari non è un caso o solo perché vuole accaparrarsi la donna: prova davvero attaccamento e vuole confidarsi. Ho visto uomini rifiutare tentativi di dialogo da donne perché che due coglioni quella è roba da donne e a me tanto non me ne frega niente, e donne rifiutare tentativi di dialogo da uomini perché che due coglioni non dovrebbero stare a farsi tanti problemi, ecco che adesso sono peggio delle donne.
Perché non potete semplicemente parlarvi? La comunicazione mi sembra forse la cosa più fondamentale in tutte le relazioni, ancor più se sono relazioni significative, magari amorose. Quando devo dire qualcosa al mio partner, positiva o negativa o neutrale, la dico. Che si tratti di questioni importanti, di frivolezze, del fatto che sono scomodo durante il sesso o per chiedergli se sto praticando sesso orale come si deve. E lui (scusate tanto, in italiano non conosco nessun pronome neutro), magia, mi risponde. Certo, anche la comunicazione non verbale è molto importante, ed è bello riuscire ad intendersi semplicemente con un’espressione del viso, un atteggiamento, un’occhiata complice, ma non è sempre così immediato, e un tale livello di comprensione è una di quelle cose che di solito arrivano più tardi, quando ci si conosce bene. E in ogni caso, se non siete sicuri, per me la cosa migliore da fare è dare fiato alla bocca (magari con gentilezza, ecco, se possibile).
No, su questo devo dire che non vi invidio proprio, anche quando mi trovo in quelle situazioni in cui ci si aspetta che io capisca al volo alcune dinamiche mentre invece non sto capendo nulla, o quando, in presenza di sole persone del mio sesso, si suppone che io sappia conformarmi al loro linguaggio e comportamento e finisco sempre per fare la figura del cretino. Il fascino che provo per questo aspetto del genere strettamente binario è molto simile all’attrazione per un incidente stradale spettacolare e impressionante, con esplosioni e pezzi di automobile che volano da tutte le parti; una di quelle cose che non puoi smettere di guardare e che ti fanno sentire ipnotizzato e anche lievemente divertito sebbene tu sia consapevole di stare osservando qualcosa di catastrofico.
No, tante grazie, la vostra non-comunicazione ve la potete pure tenere.

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Vorrei più fuoco, per favore.
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