Come NON crearsi un pubblico #4: non sono un tipo simpatico, carismatico e tanto meno convinto di quello che sto facendo

Eccoci arrivati all’ultimo di questa breve serie di post in cui espongo perché sono un disastro nelle pubbliche relazioni.
Leggi parte 3: Come NON crearsi un pubblico #3: non mi promuovo ai miei amici

English version here


È la verità. Semplicemente non sono simpatico, né carismatico. Sono scontroso. Irritabile. Sarcastico. Semplicemente spiacevole. Il mio carattere è spiacevole. Le mie idee lo sono ancora di più, e fatico a trovare gruppi in cui mi senta rappresentato e accolto. Faticando a trovare tali gruppi, mi è difficile anche trovare delle comunità all’interno delle quali promuovermi. Oltretutto, a quanto posso vedere una delle strategie più diffuse di auto-promozione è semplicemente entrare in una comunità di gente con interessi simili ai propri, mettersi in mostra, farsi conoscere e a un certo punto dire «Ehi, tutti quanti, venite un po’ a dare un occhio alla mia roba; sono bellissimo e bravissimo e quello che faccio è davvero una figata!»

Ora, prima di tutto il processo di mettersi in mostra e farsi conoscere mi sembra difficile, a causa della suddetta spiacevolezza che mi caratterizza. Non che non ci provi mai, siamo chiari, e se qualcosa mi interessa davvero e ho qualcosa da dire al riguardo, di solito lo faccio. Ma non attiro molta gente, probabilmente perché, appunto, proprio non sono simpatico. Secondariamente, e probabilmente questa è la cosa più importante qui, non sono per nulla convinto di quello che faccio. Non credo di essere bellissimo e bravissimo, e non credo che la mia arte sia una figata. Perché… beh, semplicemente non lo è. Inoltre sono un principiante, e credo che si possa vedere chiaramente in quello che produco. Mi sembra assurdo presentarmi come se avessi realizzato chissà quale capolavoro, e sebbene sia vero che sono assolutamente a prova di ridicolo, non mi va di mettermi a fare una tale pagliacciata. Di pagliacciate ne faccio molte più del dovuto, ma quello non è il mio genere. Sono un megalomane, d’accordo, ma auto-incensarmi non è il mio forte.

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Questo è più il mio genere di pagliaccio
(da “It”, 1990)

Quindi, per lo più cerco di intrattenere e attirare la gente semplicemente con ciò che mi piace e che mi passa per la testa, mentre faccio anche del mio meglio per produrre qualcosa (come illustrato nella parte #1). E di nuovo entrano in gioco la mia sgradevolezza e la mia spiccata mancanza di auto-convinzione, se così si può chiamare. La maggior parte della gente, quando scrive articoli, post, pensieri personali, qualunque stronzata, spesso lo fa come se quello che scrive fosse molto molto importante e molto molto giusto (un’altra variazione del “sono bellissimo e bravissimo e quello che faccio è fighissimo”, in altre parole). Io sono antipatico, quindi quello che pubblico suona probabilmente seccante, e non sono per nulla accattivante. Non credo di pubblicare chissà che genialata, sono un perfezionista e trovo sempre mille difetti in quello che faccio, e temo che questo si rifletta chiaramente nei miei post. Non riesco a convincere la gente che quello che scrivo è interessante perché io per primo non sono affatto convinto che lo sia. Starry Stardust, mi dico, ma cosa cazzo vuoi che importi alla gente di quello che scrivi? A tal proposito, vi suggerisco di non incoraggiarmi troppo: il mio ego è già grande più o meno quanto il pianeta Terra, quindi forse il fatto che senta che quello che faccio non abbia molta importanza è un’ottima cosa.

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Mi pare grande il giusto.

Pensate che qualche tempo fa sono capitato su un post di una ragazza che scriveva del suo ultimo giorno di scuola alle superiori. Era un post scritto bene, ma pieno di clichés: i bei ricordi, la nostalgia per i giorni passati, l’importanza delle amicizie eccetera eccetera. Estremamente banale, ma era scritto con aria di importanza – probabilmente perché per lei era davvero importante – e aveva un fottio di like. E vorrei sottolineare che va benone il fatto che fosse banale, e che se sto suonando caustico e indisponente come al solito in questo momento è solo perché probabilmente sono invidioso: le nostre vite, le vite di tutti, sono in gran parte costituite da cose banali, e che pure per noi sono importantissime. Va benissimo scriverne, anzi spesso traggo un gran piacere dal leggere resoconti di cose di tutti i giorni, anche se in genere preferisco una scrittura con meno clichés (ma se a voi piacciono i clichés, allora assolutamente andate per i clichés). Insomma quello che sto cercando di dire è che questo post estremamente normale aveva ricevuto un sacco di attenzione, probabilmente perché la scrittrice innanzitutto non scriveva come se volesse segretamente staccare la testa ai suoi lettori, e secondariamente perché si vedeva chiaramente che lo riteneva molto importante.

Io invece principalmente irrito la gente. A dirvela tutta, ho una mezza idea di provare a costruire la mia “carriera” (paroloni) sul far uscire le persone dai gangheri, visto che mi riesce benone.

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Oh Cristo no, non così per favore
By NEXTConf from Berlin, Deutschland (ne_tf-1273) [CC BY 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/2.0)%5D, via Wikimedia Commons

Se vi state chiedendo perché non metta su una maschera e non faccia finta di essere una personcina adorabile, è perché quella cazzo di maschera la indosso già tutti i giorni, e tutti i giorni fingo di essere carino e coccoloso. Una delle ragioni per cui ho iniziato a fare arte, e per cui ho creato questo blog e la mia pagina Facebook, è che volevo essere me stesso il più possibile. Che senso ha nascondersi dietro un nome ridicolo per poi mettere su una facciata nuovamente? A quel punto avrei anche potuto usare il mio vero nome, già che c’ero, e aumentare il numero dei miei followers (non che possa sperare di nascondermi per sempre).
No, grazie tante, lasciatemi essere lo stronzo che sono.

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E vi voglio carini e coccolosi
(da “Madagascar”, 2005)

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