Come NON crearsi un pubblico #1: la mia arte non esiste

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Sono un uno scrittore novello. Insomma, più o meno. Diciamo che faccio del mio meglio. Ho auto-pubblicato il mio primo libro e ne verranno altri; anche se al momento non sono in grado di sapere se ne verrà fuori qualcosa di più che uno dei tanti titoli auto-pubblicati sparsi per il web. Mi piace cimentarmi anche in altri campi dell’arte, quindi possiamo dire che in generale sono un artistoide in erba. Problema: perché la mia arte non rimanga confinata in qualche angolo sperduto di Internet ho bisogno di una cosa fondamentale, un pubblico. Come fare a guadagnarsi un pubblico? E che cazzo ne so. Non ne ho proprio idea. O magari un’idea ce l’ho anche, ma poi nella realtà o è di difficile applicazione o non funziona oppure è proprio che io sono un disastro. Quindi ecco qui una corta serie di post di autoanalisi, autocommiserazione, auto-ironia e disprezzo per me stesso in cui esamino i motivi della mia inabilità a crearmi un seguito.

Se volete avere successo, non fate come me.


La mia arte non esiste (e mi interessano troppe cose)

Questo è valido anche per il blog ma soprattutto per la mia pagina Facebook. Dando un’occhiata a varie pagine Facebook con un buon numero di followers, una delle prime cose che noto in quasi tutte è che hanno un argomento preciso di cui trattare. Femminismo. Diritti LGBT. Scrittura. Politica. Animali. Umorismo. Scegliete il vostro, basta che sia un argomento preciso. Ci sono rare eccezioni ai post, ma per l’appunto sono rare e di solito una qualche connessione con l’argomento principale si trova. Di solito tali eccezioni sono costituite da pagine che hanno già un pubblico ampio, quindi possono pubblicare qualunque cosa con scritto semplicemente “Thoughts?” e i followers lo connetterano in qualche modo all’argomento principale. La mia pagina non ha un gran seguito, solo 14 followers che ringrazio davvero di cuore perché effettivamente la mia pagina è perlopiù un gran casino, quindi non mi basta scrivere “thoughts” per fare duecento like. (Sto misurando il mio successo in base al numero dei like? Oh cielo).

like
Beh veramente cerco di fare meglio di qualche meme ma… ah, vabbè

Questo approccio in effetti ha senso. Pochi seguono una pagina Facebook senza avere in mente qualcosa che interessa loro. Se seguo pagine femministe, è perché sono interessato al femminismo, quindi non mi aspetto di trovarci le ricette della nonna, o consigli su come mantenere il tuo acquario. Lo stesso per gli artisti: se è un fotografo ci sono le sue foto, se è un pittore i suoi dipinti, se una band ci sono date di concerti e pubblicità degli album.

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Almeno che naturalmente non abbiate questo genere di nonna (che è più una sostenitrice dei diritti LGBT che del femminismo qui ma avevo bisogno di una foto figa, da blindkomuso.tumblr.com)

Io sono un artista, o forse dovrei dire “vorrei essere un artista”, e infatti la mia pagina e il mio blog sono finalizzati a promuovere la mia arte. E questo è un problema, perché la mia arte praticamente non c’è. Ho scritto un libro, a volte poesie, a volte racconti. Sto cercando di esplorare anche altri campi. Questa roba richiede tempo. Sicuramente non posso scrivere un libro al giorno, e altrettanto sicuramente non posso pubblicare un post al giorno con scritto: “Andate a vedere il mio libro! Quale? Sempre quello! Yeeeeeehhhh!” Non funziona. Quindi spesso posto e scrivo di roba che trovo interessante o divertente, non solo perché devo ammettere che cercare di farmi conoscere da gente sparsa ai quattro angoli della Terra mi piace (ho mai detto che sono un megalomane?) ma anche perché devo intrattenere questi poveri Cristi mentre la mia arte si sta formando. Non è che posso spuntare dal nulla un bel giorno con tutta la roba che ho prodotto e pretendere che la gente sia interessata, devo far sapere che esisto, prima. Purtroppo i miei interessi sono vasti. Molto vasti. Politica, femminismo, letteratura, musica, genere, scienza, anche un sacco di stupidate.
Risultato: il mio blog e la mia pagina Facebook sono diventati il brodo primordiale della roba che mi passa per la testa, con occasionali promemoria del fatto che, teoricamente, io sarei un artistoide e ogni tanto creo anche qualcosa.

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Uhm… cos’è quella cosa che galleggia là? Un mutante? Sembra uno dei miei pensieri nelle fasi iniziali

Beh, guardando le pagine di certi artisti uno penserebbe che questo non sia un approccio catastrofico, in fondo. Moltissimi artisti rinomati parlano fondamentalmente degli affari loro sulle loro pagine. Fanno audience raccontando qualunque cosa della loro vita. Com’è che con loro funziona? Semplice: loro sono già famosi.


parte 2 in formazione… come tutto il resto…

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