L’hijab come simbolo di solidarietà?

Originally published in English here on the 28.01.2017


 

Dunque, questo è stato ispirato da questo video, realizzato da My Stealthy Freedom.

www.facebook.com/StealthyFreedom/videos/1655725141108240/

Video che come potete vedere non posso postare qui perché è su Facebook. Ad ogni modo, mostra alcune donne musulmane mettere hijab fatti con la bandiera americana intorno alla testa di alcuni uomini e donne, alla Women’s March, Marcia delle Donne, del 21 gennaio 2017.

Ho molti sentimenti contrastanti al riguardo. Non sul dare alle donne la libertà di non indossare l’hijab se non vogliono, al riguardo non ho assolutamente alcun sentimento contrastante: una persona deve essere libera di decidere se vogliono o no un pezzo di tessuto sulla loro testa.

Non sono sicuro se quella sia vera solidarietà oppure no. Sensazione di pancia? Credo che non lo sia. Sono stato molto felice di vedere donne con l’hijab prendere parte alla recente Marcia delle Donne. È una buona cosa che le donne musulmane vengano supportate, specialmente con un bambino razzista e misogino al potere negli USA, e ho davvero apprezzato il fatto che una delle immagini simbolo della Marcia delle Donne fosse una donna che indossa un hijab.

marchhijab

E in più, le donne musulmane hanno davvero molto per cui marciare. Tuttavia, non credo che possiamo glissare sul fatto che l’hijab sia obbligatorio e simbolo di oppressione in molte situazioni.
Ovviamente, se la donna in questione ha liberamente deciso di indossarlo, non è un’oppressione. Ma non possiamo semplicemente dimenticare tutti i casi in cui non è stato una libera scelta; quello sarebbe in realtà davvero degradante nei confronti di quelle donne che fronteggiano quell’oppressione.

Quando rifletto su casi come questi, che sono estremamente delicati, spesso li comparo col mio supporto per il BDSM e la mia volontà di diffondere informazione e accettazione al riguardo. Sono un appassionato pervertito, e uno dei miei giochi preferiti è il gioco dello stupro. Sì, adesso lo sapete, prego. E non solo quello, la violenza in generale è ciò che fa per me, più una gran quantità di dominazione/sottomissione. Facciamo che vado a una marcia celebrante le diverse preferenze sessuali, e che vi prendo parte come kinkster (=pervertito) (sì, ci sono marcie BDSM, di solito insieme alle marcie del gay pride). Diciamo che poi procedo a illustrare il gioco dello stupro ad alcune persone, magari soprattutto donne; potrei distribuire volantini o cose del genere. Sicuramente ci si aspetterebbe da me che io sottolinei il consenso, giusto? Perché molte donne vengono stuprate, perché non è un crimine sporadico commesso da qualche delinquente a caso, è un’oppressione sistematica, giusto? Giusto. Quindi sarei uno stronzo se non sottlineassi il consenso, e se non rendessi estremamente chiaro che uno stupro è uno stupro, ed è una merda, mentre il gioco dello stupro è un gioco fra adulti consenzienti. Quindi non potrei semplicemente glissare sulla questione, del tipo ups scusate il sessismo mi è sfuggito di mente. Giusto. E infatti, almeno dalla mia esperienza se uno parla con i pervertiti c’è una sorta di mantra diffuso: sicuro sano e consensuale.

Ora, mi rendo conto che questo paragone sia un pochino tirato: il gioco dello stupro è una cosa molto più intima e delicata che indossare un hijab. Tuttavia, credo che in entrambi i casi non possiamo lasciar fuori dalla discussione consenso e oppressione.
Se quelle persone che indossavano l’hijab erano pieamente consapevoli che in molte situazioni costituisce oppressione e se c’era un consenso generale al riguardo, allora direi ce non c’è niente di male. Se loro, pienamente consapevoli, avevano voglia di indossare l’hijab, allora che lo facciano. E davvero non posso sapere se questo fosse il caso perché, gente, adesso non è che posso sapere tutto.

Però, ho davvero l’impressione, come ho detto all’inizio, che fosse fatto con leggerezza. Così come fu fatto durante la Giornata Mondiale dell’Hijab di qualche tempo fa, o quando postare foto di te con un hijab è andato di moda per un periodo, al fine di mostrare solidarietà ai musulmani. Siamo chiari, se uno vuole indossare l’hijab perché davvero ha voglia di farlo, benone. Ma per mostrare solidarietà? Non provoca sensibilizzazione. Non diffonde informazione. Non aiuta le donne musulmane oppresse. E non suona come un atto liberatorio generale per me.

Non è una tragedia, ma non sono davvero sicuro che gente che indossa superficialmente un hijab per mostrare solidarietà alle donne musulmane sia l’idea migliore del secolo. In effetti, sono piuttosto sicuro che sia una brutta idea.

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