Ingoialo

Originally published on the 19.01.2016. Original English version here.

E dopo qualche giorno di malumore e furia, penso che ci sia bisogno di qualcosa di positivo. Di recente ho scritto molto riguardo a immigrati o generalmente gente, magari anche nata in un paese occidentale, con un background africano/arabo, e anche se, lo sottolineo di nuovo, sono contro qualunque tipo di discriminazione e generalizzazione, ho anche scritto che trovo ragionevole credere che quegli umani siano probabilmente più sessisti/omofobi di un umano medio proveniente da un paese occidentale. Questo non vuol dire che “l’umano medio proveniente da bla bla bla” non possa essere sessista/omofobo, o che non possa essere addirittura peggiore degli umani sopra menzionati. Un applauso a Trump e affiliati per questo. Ok scusate per continuare a menzionare Trump, so che è una brutta parola.
Cosa stavo dicendo? Ah già, quindi ho scritto molte cose tetre, ma in mezzo a tutta l’oscurità ho anche scritto che ci sono alcuni umani speciali, fra di loro, i diversi, quelli che non vogliono essere ingoiati dalla “cultura” presente nelle nazioni da cui vengono. Ho scritto che penso ci sia bisogno di loro ora più che mai, i diversi, gli speciali, i critici, i buoni, i rispettosi. Quegli umani sono rari, sicuramente più rari dei più normali e intorpiditi e conformisti umani, ma cazzo possono muovere montagne, prosciugare mari e allagare deserti. Alcuni dei più grandi cambiamenti nella storia sono stati fatti da quelli che erano, beh, praticamente strambi. Mi chiedo se abbiano del DNA alieno in loro. Credo che in effetti potrebbe essere.

Ad ogni modo, stasera voglio scrivere un po’ riguardo quei piccoli cambiamenti, quei piccoli “differente” che ho notato nella mia vita di tutti i giorni. Niente di straordinario, niente di eroico, o magari ancora più straordinario proprio nella misura in cui è fatto normalmente. Va bene va bene, basta col parlare da posseduto. Solo un dettaglio ancora prima di scrivere le tre cose che mi hanno colpito positivamente durante gli ultimi giorni (in ordine cronologico): volevo scrivere questo ancora prima, ma ho davvero iniziato a farlo dopo aver visto questo video, che ho trovato piuttosto commovente:

www.facebook.com/Channel4News/videos/10153464748691939/?theater

1. Ero a casa di un’amica qualche giorno fa, prima di andare insieme a una festa, una festa in cui molte persone tendono a indossare vestiti neri (no, non una festa fascista), e anche i muri sono neri, e ci sono candele sui tavoli e così via. Una festa in cui alcune femmine tendono a non vestirsi troppo, dove nessuno arriccia il naso se maschi e femmine sono vestiti poco o in maniera strana, dove gli omosessuali sono trattati come normali e possono mostrare il loro orientamento sessuale pubblicamente. Quindi ero là in questa casa di questa amica che si stava cotonando i capelli, e altri suoi amici, e il campanello ha suonato e ovviamente era solamente un altro amico. Solo che quando questo è passato per la porta ho notato che aveva l’aspetto del tipico medio-orientale: pelle piuttosto scura, un po’ di barba nera e riccia, grandi profondi occhi scuri. Niente di strano, ovviamente: solo perché vivi in un paese occidentale non significa che devi essere bianco. Parlava anche una lingua perfetta, voglio dire la lingua del paese dove vivo adesso, quindi di nuovo non ho assunto nulla: avrebbe potuto benissimo essere un “nativo”. Ci siamo presentati e io semplicemente continuato a stare seduto e chiacchierare. Dopo poco ho scoperto che lui non beve, ma devo dire che non sono sicuro se lui non beva perché è musulmano (in realtà non so nemmeno se sia musulmano), perché per esempio neppure io bevo, e non sono musulmano. Comunque. Improvvisamente è venuto fuori il fatto che lui ha origini pachistane, e un grande sorriso idiota si è stampato sulla mia faccia. Volendo essere cortese e parlare con lui, ho chiesto se lui vada usualmente a questo genere di feste (io sì), e ho aggiunto:
«Perché non ti ho mai visto!»
Lui ha indicato la sua faccia: «Mi confondo con i muri e i vestiti. Vedi solo un paio di palle degli occhi che ballano.» Movimento dei due indici accoppiati per illustrare le palle degli occhi danzanti. Oro. Penso di non aver smesso di ridacchiare per dieci minuti.

2. Ero al mio fidato studio di piercing per fare i piercing numero 14 e 15. Gli studi di piercing non sono il posto in cui vai per cercare un ambiente normale e confortevole. Questo in particolare ha foto, sui muri, di gente nuda con su solo un po’ di metallo qui e là, tipo sulla faccia, sui capezzoli, sulla vulva, cose del genere. Quindi ero lì che aspettavo, felice come una Pasqua, mentre il mio piercer stava finendo col cliente precedente. Ho notato questa donna seduta là, non a più di un metro da me, la sua testa tutta avvolta nel suo hijab (niente contro gli hijab, quando è una scelta personale). Ho fatto un cenno di saluto con la testa con un sorriso educato nella sua direzione quando i nostri sguardi si sono incontrati, lei ha salutato di rimando nello stesso modo; poi abbiamo entrambi continuato ad aspettare. Alla fine il mio piercer ha terminato, e fuori dalla stanza per la foratura sono uscite due ragazze, una forata di fresco, l’altra, più vecchia, come supporto psicologico. Quella forata di fresco doveva avere circa 15 anni. Indossava pantaloni aderenti e un maglione molto corto che lasciava quasi tutta la sua pancia scoperta: sul suo ombelico il nuovo piercing scintillava allegramente. L’altra ragazza, probabilmente una sorella o un’amica, aveva un trucco pesante, portava jeans aderenti e era complessivamente attraente. La giovane ragazza-piercing si è girata verso la donna in hijab, parlandole in un modo in cui un giovane umano parla a un parente più vecchio, una madre o una zia magari. La donna-hijab ha sorriso e chiesto:
«Fatto?»
La ragazza-piercing ha alzato ancora di più il suo maglione, tutta orgogliosa, e ha mostrato l’opera d’arte.
La donna hijab ha sorriso di rimando e si è alzata per pagare.
Sbam!

3. Giusto l’altro ieri, ho conosciuto questa ragazza al lavoro. Stavamo lavorando fianco a fianco e abbiamo parlato un po’ ogni tanto, mentre eravamo liberi, come faccio con tutti i miei altri colleghi. Ha la pelle olivastra, ma non ci ho prestato attenzione. Appariva perfettamente normale, sicuramente più normale di me (non che ci voglia un grande sforzo per questo). Dopo un po’ di chiacchiere, ho scoperto che viene dall’Iran. È qui da sei anni. Non porta un velo, porta gonne sopra al ginocchio, è molto… beh, normale.

Quindi. Ingoialo. Tu fottuto puttana cristiano islamico ebreo o che fascista conservatore bianco nero razzista strettamente maschio strettamente femmina omofobico misogino misandrico, ingoialo, ingoialo tutto, spesso e caldo. E che ti vada di traverso.

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