Genitorialità forzata

Originally published on the 02.03.2016. Original English version here.

Oggi c’è un altro post sulle problematiche degli umani relative al genere (ed è quella cosa tremenda di cui avrei voluto scrivere la scorsa volta). So che ne scrivo molto, e continuerò a farlo: è una delle tematiche più importanti per me, in quanto è anche una delle più grandi differenze fra la vostra specie e la mia. Semplicemente, non abbiamo un problema di genere: niente discriminazione, niente segregazione, niente tabù, niente complicazioni non necessarie.
E fra tutte le cose che vi sono collegate che mi fanno accapponare la pelle c’è quella che chiamo “genitorialità forzata”, e in particolare come questo, nelle nazioni occidentali, è diventata una forma di sessismo contro i maschi umani (non in tutti i casi, magari. Ma suppongo in un buon numero). O, quantomeno, credo che sia diventata tale: non ho dati per validare la mia tesi; giudico sulla base di quello che posso osservare e sulle opinioni degli umani che posso raccogliere. Fra l’altro: sì, il sessismo va in entrambe le direzioni e quindi sia i maschi che le femmine beneficerebbero dalla sua distruzione. Ma voi siete troppo stupidi per migliorare le vostre vite, non è vero?

Quindi, banalmente chiamo genitorialità forzata l’atto di fare una prole biologica che il genitore non vuole. Un furto di geni, in altre parole. È un atto piuttosto comune fra gli umani. A volte è solo sfortuna: un preservativo rotto, pillola che non funziona. La merda capita, e molte nazioni aggiungono merda alla merda vietando l’aborto. Altre volte, è causato da un atto di violenza, usualmente diretto dal maschio umano verso la femmina; cioè, stupro. Che è ovviamente orribile. Ma in altri casi, credo che sia la femmina che “ruba” i geni del maschio e poi partorisce il (non voluto) bambino. La ragione per cui dico così è che ho notato questa inquietante tendenza: fra gli occidentali è considerato piuttosto comune e accettabile che la femmina resti in qualche modo incinta, senza che venga pianificato, e decida di tenere e sviluppare il vermicello nella sua pancia contro la volontà del proprietario del 50% dei geni presenti nel vermicello in questione. Non credo di stare avendo le allucinazioni (… non riguardo a questo soggetto, in ogni caso) in quanto trovo questa idea piuttosto spesso in normali conversazioni, film, libri; ho anche letto questo articolo terrificante, http://www.theguardian.com/commentisfree/2006/apr/28/malepillwomensloss, che dice (fra montagne di altre stronzate) che la pillola contraccettiva maschile non dovrebbe essere sviluppata perché ciò impedirebbe alle femmine di “dimenticare” la propria pillola e, ops, restare incinte. Ora, uno non ha bisogno di essere così idiota e malevolo per concepire l’idea, che credo, se ci prestate un po’ di attenzione, troverete piuttosto diffusa. La femmina dimentica la pillola, o per errore resta incinta e non dice nulla al futuro padre fino a che non è troppo tardi o semplicemente decide che avrà il bambino a qualunque costo, e voilà, ti becchi il marmocchio (ovviamente, non mi sto riferendo a quei casi in cui l’aborto non è permesso).
E perché è piuttosto accettato? Oh, ma perché le femmine hanno l’istinto materno e il desiderio di procreare e crescere e badare ai bambini, che domanda! I maschi non penserebbero alla procreazione nemmeno se fossero gli ultimi sulla Terra; se gli passi un bambino probabilmente lo terranno per il piede e lo guarderanno alla rovescia, chiedendosi a cosa serva.
E se il maschio alla notizia che sta per avere un bambino non pianificato e non voluto si prende un fottuto attacco di cuore e scappa per mettersi in salvo, è uno stronzo. Deve rimanere e prendersi cura della femmina e del marmocchio, anche se essendo un maschio e mancando di istinto di cura porterebbe solo in giro la cosina per il piede, e chi se ne frega se si sente terribilmente male al riguardo.

Beh, no. Cazzo, se qualcuno prendesse da me un bambino contro il mio volere scapperei certamente fino alla fine del mondo, no, alla fine dell’Universo. Mi sento male solo a pensarci, è semplicemente orrendo; davvero non potrei sopportarlo. Un bambino! Un’altra creatura vivente, un simile, una persona indipendente, che crescerà e si svilupperà e sarà parte della mia vita per sempre, senza contare tutta la dedicazione e la fatica e il costo in tempo ed energia (e soldi) che ciò porterà. Tutto questo, senza che io lo voglia. No. No e basta, non esiste. Avrei l’impulso di lanciare la cosina dalla finestra, probabilmente. A parte il fatto che da me possono nascere solo mostri, e davvero non volete vedere che aspetto hanno. Voglio dire, davvero non volete. E io nemmeno.
Comunque. Cosa stavo dicendo? Ah, giusto. E anche se il maschio umano si comporta secondo la società come uno stronzo e corre via, anche se decide di non riconoscere il bambino, se è un umano decente il pensiero del bambino lasciato dietro di sé lo perseguiterà, suppongo. Sai che da qualche parte c’è un bambino, un piccolo umano nato da una persona che magari amavi o che comunque trovavi attraente, che crescerà senza un padre, perché tu sei corso via. Sicuramente non è un buon pensiero. Mi sentirei male se lo avessi.
Non credo che quello che è dentro l’utero di una femmina umana sia solo e solamente affare suo. Credo che, se uno dei due non vuole il futuro bambino – posto che il rapporto fosse consensuale, se non lo fosse lo stupratore non dovrebbe avere voce in capitolo in assolutamente niente – la gravidanza dovrebbe essere interrotta (magari entro un certo periodo di tempo dall’inizio), semplicemente perché il futuro bambino non apparterrebbe solo alla femmina. E nemmeno solo al maschio. Se ci fosse una proposta di legge al riguardo, per impedire la nascita del piccolo in caso uno dei due (precedentemente consenzienti) genitori vi si opponessero, credo che la supporterei. Non penso davvero che un aborto sia una tragedia, mi sembra una cosa molto normale e non drammatica se non c’è pericolo per la femmina, e non ha a che fare col portare via il bambino alla femmina, o al maschio, nel caso lui lo voglia e lei no: non c’è ancora alcun bambino. Non c’è niente di cui sentire la mancanza, non è nato; le loro vite procederebbero esattamente come prima perché loro sarebbero fondamentalmente invariati. Niente bambino prima, niente bambino dopo, è così semplice. Dov’è il dramma? Le loro vite cambierebbero eccome se invece il bambino nascesse: come ho già detto, un marmocchietto è una rivoluzione, positiva o negativa dipende dal caso, ma sempre una rivoluzione. E una considerevole, oserei dire.
E in ogni caso, anche tralasciando l’ipotesi dell’aborto, sono convinto che tanto il maschio quanto la femmina dovrebbero avere la possibilità di sottrarsi a qualunque futura responsabilità genitoriale – sempre nel caso non sia avvenuto alcuno stupro – economica, sociale o di qualunque natura. Dovrebbero poter scegliere di non aver nulla a che fare col futuro bambino, senza soffrire di ripercussioni sociali, stigma, giudizio negativo, o magari addirittura conseguenze legali.

Con tutto ciò, non voglio disprezzare tutte le femmine umane che, a causa di costrizioni imposte dalla società, di violenza, di sfortuna, sono costrette a crescere un bambino da sole. È orribile, certo che lo è, e non credo che sia necessario specificare che vi sono contrario, ma si sa, gli umani sono un pochino duri di comprendonio. Ma il caso di cui parlo è diverso, credo che sia piuttosto comune e mi mette i brividi.

E fra l’altro. Umani, non potreste fottutamente parlarvi? Tipo, col vostro partner, riguardo a se volete o meno avere un bambino, per esempio? No dico così; potrebbe essere una conversazione interessante, cosa ne pensate? Sono conscio che le vostre abilità linguistiche non sono sviluppate come dovrebbero – a volte mentre parlo a uno del vostro tipo sono della serie “stiamo parlando la stessa lingua o sto parlando alienese senza accorgermene?” – ma credo in voi, ce la potete fare, su. E che ne direste di considerare l’altro come una persona intera, e rispettarlo/a, e tenere i suoi sentimenti in considerazione, ed essere chiaro riguardo cose piuttosto importanti che vi riguardano entrambi, tipo per esempio portare un altro umano nuovo di pacca in questo mondo (che brutta idea)? Non mi sembra così complicato.

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