Una conversazione sul porno: BDSM e consenso

(English version here.)

Probabilmente le “conversazioni” diventeranno il mio metodo di scrittura preferito per quanto rigurda opinioni e politica; non c’è modo migliore per esprimere il proprio punto di vista che dialogarne con qualcuno. Wow, molto platonico.

Ok, basta giocare al filosofo. Questa conversazione è scaturita da un post pubblicato il 12.06.2016, ahimè, su una pagina Facebook femminista, e l’ahimè è perché non vorrei vedere queste cose in ambienti femministi. Il post rimanda a un link (eccolo qui: http://flashes.ilpost.it/xhamster-stupro-stanford.html) in cui si annuncia che xHamster, popolare sito di video pornografici, ha implementato una funzione che oscura i risultati quando si cerca la parola “rape” (= stupro); al posto dei video compare una scritta che invita a consultare uno psicologo professionista. Il post poi prosegue affermando l’importanza del fatto che coloro che gesticono un simile mercato stiano prendendo coscienza che la cultura dello stupro passi anche attraverso una normalizzazione della violenza (attraverso il porno, appunto), e chiedendosi però se ciò sia sufficiente a liberare la pornografia da contenuti che incitino alla violenza sulle donne. Il post si chiude con un altro link, che rimanda questa volta a un pezzo sull’argomento pubblicato sul blog dell’autore: https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/11/04/perche-notallporn-non-e-un-argomento/

Qui il link del post originario, dove potete leggere anche tutti i commenti: https://www.facebook.com/ilricciocornoschiattoso/posts/1139655592761174

E qua è la conversazione, iniziata lo stesso giorno, 12.06.2016, da un mio commento al post seguito poi da varie repliche:

Stardust: a lost alien
Sono consapevole che il mercato del porno sia in un buona parte sessista, e che in molte produzioni pornografiche la donna sia ridotta a un oggetto.
Ma esiste anche il sesso BDSM, esiste anche il sesso violento e consensuale, esiste anche il cosiddetto rape-play, gioco dello stupro, sempre consensuale. Molti kinksters, che in inglese è un termine carino per indicare i pervertiti, usufruiscono di questo tipo di porno.
Se tutti gli attori di un video porno erano consenzienti non ci vedo nulla di male, anzi il male è che un sito di video porno etichetti i kinksters come malati mentali.

F.C.D.N.
nel bdsm però la ricerca viene fatta con altre parole chiave o con una serie di combinazioni di parole. sono d’accordo con il tuo punto di vista, ma sono contenta anche del tentativo di xHamster

V.D.
Uffa, i soliti distinguo. Meglio così, preferisco si tuteli la dignità femminile, con buona pace di chi cerca il BDSM. Non si può accontentare tutti, e se questo significa sdoganare e rendere socialmente accettabili forme di violenza e di prevaricazione preferisco un avviso tipo questo che invita a rivolgersi ad uno psicologo. Il confine tra la violenza simulata e quella vera a volte non è percepibile.

C.B.
Non sono d’accordo con chi ha risposto a questo commento. Io “rape” l’ho cercato più volte — e non per identificarmi nell’aggressore, tra l’altro — e trovando disclaimer del genere mi sono sentito un criminale. Ma per cosa? Cos’ho fatto di male?
Il mondo sembra dimenticarsi continuamente che non si masturbano solo gli uomini e i sadici…

L.M.
Cioè C. stai dicendo che ti piace guardare porno dove si simula uno stupro? E non ti sembra che ci sia qualcosa che non va?

V.D.
Va bene, ma cose se ne esce? o si tutela chi naviga nei siti con tutti i propri gusti, leciti, illeciti, giusti, sbagliati, oppure passa l’idea che usare violenza su donne e minori è sbagliato. Magari sarà una visione moralistica, fascista, censoria e repressiva, ma da qualche parte bisogna partire. Per me è meglio togliere un po’ di libertà individuale di una mimoranza per difendere i diritti di una maggioranza di donne (e di minori) che non ama essere non dico trattata, ma rappresentata come carne da macello.

V.D.
Ma poi non capisco, qui si offendono tutti? si offendono gli amanti del porno, quelli del BDSM, non mi posso offendere io che sono arcistufa come donna di essere rappresentata (non io direttamente, ma come genere mi riguarda) in modo così triviale e svilente? Tutte le minoranze, giustamente, ci tengono ad essere rappresentato in modo non discriminatorio, gli ebrei, i neri, i portatori di handicap, possibile che solo noi donne dobbiamo ancora essere offese dalle rappresentazioni di noi che ci sono in giro? Il mondo del porno è allucinante: lo so, c’è una pornografia diversa, ma quella mainstream è così, e il livello di violenza è sempre più alto, al punto che ormai si trova di tutto, compreso appunto lo stupro. Vero? Finto? Simulato? a me non interessa. Interessa che qualcuno finalmente dica a chi usa questa chiave di ricerca per eccitarsi che forse è il caso di farsi vedere da qualcuno, perché NON E’ NORMALE.

I.R. (autore del post)
“Rape” significa stupro. Lo stupro è un reato. Per eccitarti hai bisogno di guardare un uomo che aggredisce una donna e la violenta, e non ci trovi niente di strano? Il fatto di associare il tuo piacere sessuale al dolore e alla sofferenza altrui, non ti fa sentire minimamente a disagio con te stesso?

C.B.
Veramente li associo al mio dolore e alla mia sofferenza perché, sì, mi immedesimo nella vittima. E se anche mi immedesimassi nello stupratore, dovreste leggere in giro e scoprire che le fantasie di stupro sono tra le più diffuse e che averne non equivale ad essere uno squilibrato. No, non sono un individuo malato, e lo scrivo dopo aver richiesto un parere medico. Sì, chiedo rispetto, come tutti, e trovo che l’educazione non passi dal reprimere le fantasie sessuali di chicchessia.
P.s. Per favore, prima di dire “strano” o “malato” a qualcuno date una letta al DSM, perché le parafilie sono state rimosse, e non in tempi recenti.
Grazie per le belle parole :/

C.B.
Ah, V., non avevo letto con attenzione i tuoi commenti. Proprio bella la frase “togliamo i diritti alle minoranze per darli alle maggioranze”. Da transgender bisessuale mi sembra di averla già sentita da qualche parte… 😉

Stardust: a lost alien
No, non ci trovo niente di strano e no, non mi fa sentire a disagio, perché è un gioco. La parola chiave, nel rape-play così in come tutte le pratiche BDSM, è consenso. Anzi le parole chiave sono tre: sicuro, sano e consensuale. Non è un vero stupro, ed è proprio questo il punto. Sì, gli stupri veri sono terribili, ma uno stupro finto non lo è. Allora dovremmo eliminare tutti i libri, film, canzoni, qualunque cosa che rappresenti un atto violento.

Stardust: a lost alien
Smettetela di trattare chi è diverso da voi e che non fa del male a nessuno come se fosse un criminale pericoloso, solo perché i suoi gusti o il suo stile di vita non corrispondono ai vostri. I video di stupri (FINTI) non vi piacciono? E non guardateli! Cristo, non li guardo nemmeno io che pratico il rape-play regolarmente perchè ai porno preferisco la mia immaginazione (o la pratica).

V.D.
Le parafilie sono state rimosse dal DSM? Bene, ecco i risultati. Del resto è stata rimossa anche la psicopatia e in effetti di gente in giro che non sa più distinguere il bene dal male ce n’è un esercito. Quello che sconcerta è che qui è tutto ribaltato: viene prima il tuo diritto di eccitarti o quello della vittima di non essere oggettificata? Tu lo sai bene, nelle parafilie l’altro è solo un oggetto seriale su cui proiettare un’immagine allucinata di eros. Il nostro ego non può essere senza limiti e la tua libertà finisce dove inizia la mia. Io come donna mi offendo profondamente ad essere rappresentata come un oggetto sessuale perché sono una persona che soffre, patisce, ha dei sentimenti. Se non riesci a comprenderlo non so cosa pensare, possibile che il tuo erotismo (tuo e di quelli che la pensano come te) è talmente narcisista da non rendersi conto di eccitarsi vedendo una rapprentazione del dolore. Guarda che anche nei campi nazisti c’era chi si divertiva a veder patire e morire gli internati. Che poi tu sia transgender bisessuale sono fatti tuoi, che non aggiungono nulla a questa discussione, non sono né un merito né una giustificazione.

L.M.
Ma dove sta il bello? Da cosa si trae piacere? Dal vedere una donna che viene stuprata? Cos’è? un gioco? Ma che cosa avete in testa? Allora io per gioco ti infilo una bottiglia su per il culo, e se tu mi dici che non vuoi, io continuo, perché sto giocando, mica faccio sul serio.

V.D.
Aggiungo per questa massa di giocarelloni che si fanno le seghe con il sangue e gli urli che l’Isis vende in rete video delle peggiori violenze su bambine e donne yazide, uccisioni comprese. Qui si fa sul serio, la gente vuole sangue vero, mica le attrici che strillano. Del resto paghi? Ottieni quello che vuoi, la scelta è vasta, bisogna divertirsi no? La rete offre di tutto, anche la zoofilia, mica direte che non è normale violentare un animale? chissà questa povera bestia come è contenta…

V.D.
Stardust: a lost alien Il rape-play? diciamolo in italiano: il gioco dello stupro… tutto a posto, vero?

Stardust: a lost alien
Santo cielo, e poi dite a me che il matto sono io.
Per V.D. non si parla di nessun diritto di essere eccitati né di diritto della vittima di non essere oggettificata, e questo perché non c’è nessuna vittima. Se il rapporto è consensuale, non c’è alcuna vittima. Se nel video porno tutti gli attori erano consenzienti, non c’è nessuna vittima. Non c’è nessun calpestamento della tua libertà, nessuno toglie nulla a te, nessuno obbliga te a ingaggiare un gioco del genere e se qualcuno lo dovesse fare, se qualcuno ti obbligasse davvero, allora sì, sarebbe stupro.
Il problema che tu sia offesa dal fatto che ad alcune donne, uomini e tutto quanto nel mezzo tragga piacere dall’essere trattato come un oggetto, o come una vittima, o come un sottoposto, o che so io, e che di rimando ci sia qualcuno che tragga piacere dal trattare loro in questo modo (sempre tutto consensualmente), onestamente è un problema solo tuo.
E… non trovo niente di strano in “gioco dello stupro”, è solo che sono abituato a parlare in inglese in un contesto BDSM. Non so perché dovrebbe suonare peggio.

Stardust: a lost alien
Per L. M.: di nuovo, stesso discorso di cui sopra, se tutti sono consenzienti non è stupro. Se tu mi infili una bottiglia su per il culo senza il mio consenso, è stupro. Se tu mi infili una bottiglia su per il culo (ma suggerisco un dildo, perché con una bottiglia è pericoloso) con il mio consenso, non è stupro. È sempre una bottiglia su per il culo, quello che cambia è il consenso dei partecipanti.

Stardust: a lost alien
Trovo onestamente ridicolo, e anche un po’ sconcertante, che uno debba spiegare i fondamenti della consensualità su una pagina femminista. Ed è già la seconda volta che mi capita.

P.S.
penso che stardust abbia ragione, se sono tutti adulti consenzienti non c’è nulla di male (e personalmente non amo il bdsm nè farei mai un rape-play, sotto le lenzuola ho preferenze molto tradizionali, non voglio avere bottiglie su per il culo e non voglio infilarle, persino il sesso anale non mi interessa, io amo il caro vecchio coito vaginale, con contorno di baci carezze, sesso orale sia fellatio che cunnilingus). Non capisco cosa ci trovi la gente in certi “giochi di ruolo” con contorno di manette, frustini e quant’altro ma non vorrei mai proibirlo

E.M.
P.S., prova un momento a immaginare la vastità dell’orizzonte del cazzo che ce ne frega dei tuoi specifici gusti sotto le lenzuola, e dopo fatti una semplice domanda: “Ma io perchè devo continuare ad ammorbare TUTTE TUTTI E TUTTO parlando di me stesso?”

Stardust: a lost alien
E.M. ?

P.S.
E., io non mi vergogno di parlare delle mie preferenze sessuali ma non obbligo nessuno a fare lo stesso, avrò un senso del pudore diverso dal tuo. Comunque se non te ne frega nulla di ciò che scrivo perchè non mi ignori?

C.B.
Voi non avete la minima idea di cosa significhi “consenso”, vero?
La cosa mi spaventa. Non aggiungo altro.

V.D.
Comunque che su un sito porno ci sia un ritorno un po’ con i piedi per terra non fa male. Come ha ricordato l’admin del sito lo stupro è reato. Punto. Fare del male è reato. Punto. Forse nel vostro mondo di sogni (ma che brutti sogni…) no, qui sì. Assicuratevi di trovare, oltre a medici compiacenti che vi dicono che state benissimo (noi no, voi invece state una favola) anche partner davvero consenzienti, altrimenti ci scappa il morto. Comunque passatemi il giudizio, tanto tutti giudicano, pure voi: ma che brutto modo avete di fare l’amore (amore????), che sesso cupo, triste, pieno di pulsioni di morte e di rabbia, verso di voi o verso gli altri. Non ci vedo un sorriso, un abbraccio, una carezza, un bacetto, mica c’è niente di male, anche con l’amante di una notte. Chiedetevelo sinceramente, voi che simulate uno stupro: ma da dove vi nasce questa ossessione, questo desiderio di reiterare e drammatizzare un atto tanto violento? Siate nesti con voi stessi e non andate in giro a dire che siete felici, tanto non ci crede nessuno.

Stardust: a lost alien
Ripeto, per la cinquantesima volta più o meno, che sì fare del male è reato ed è sbagliato, il che non coincide con giocare allo stupro. Giocare allo stupro è piacevole per entrambi i partecipanti.
Secondariamente, no, non passo il giudizio perché tanto tutti giudicano. Ognuno ha il suo modo di fare l’amore o fare sesso, e fintantoché è consensuale non è un problema per nessuno. O non dovrebbe esserlo. Oltretutto, forse prima di scrivere dovrebbe parlare con i membri della comunità BDSM. Se lo facesse, saprebbe che le coccole, le carezze, i baci, sono la norma anche fra di loro. Saprebbe che molto spesso quelli che praticano BDSM ridono durante le sessioni. Che esiste una pratica, chiamata aftercare ( = assistenza post atto) che consiste nel dominatore/parte aggressiva, diciamo così, che coccola e fa sentire confortato chi invece ha subito. Che ci sono le safe words, parole di sicurezza, che vengono accordate dai partecipanti per essere usate nel caso qualcuno o non si sentisse più a suo agio, o non si senta più bene o anche semplicemente sia in una posizione scomoda. Io ho anche il gesto di scurezza, nel caso si sia impossibilitati a parlare.

Stardust: a lost alien
E veramente che siamo felici e appagati da questo tipo di sesso ci credono in molti. Ho la netta impressione che lei abbia bisogno o di demonizzarci o di considerarci i poveri squilibrati, perché considerare questa forma di sesso accettabile sarebbe… cosa sarebbe? Non lo so cosa sarebbe. Non riesco davvero a vedere alcun lato negativo nell’accettarlo come normale.

M.M.
A leggere certi commenti io credo che l’estremismo sia solo il femminismo più stupido.
Come se non ci fossero stupri reali di uomini perpetrati da donne e sopratutto film hard di stupri lesbo e/o di donne verso gli uomini o ancora BSDM di donne verso gli uomini.
Ma lo stupro è solo di genere eh? Ahahahah

P.S.
bè M. lo stupro (reale, non play) è fatto nella grande maggioranza dei casi da uomini verso donne o da uomini verso altri uomini; una donna non può fisicamente stuprare un uomo adulto e in salute (cioè non drogato o addormentato) a meno che lei non sia molto più robusta di lui

D.L.
ma una visione ‘altra’ della sessualità, magari quella che si focalizza su coinvolgimento emozionale e sentimentale reciproco, su una fisicità dei sensi veri e propri, su di un immaginario che non sappia di già visto, di pre-confezionato, senza performances voyeuristiche ed egopatici appigli a tristissime messe in scena scandite dal medesimo leit motiv, con l’ausilio di altrettanto impersonale oggettistica prodotta in serie, allo scopiazzamento di scialbe commediole spacciate per creatività erotica… é davvero così impensabile l’idea di recuperarla?

V.D.
D.L. condivido. Sento parlare di safe words, aftercare e tutto mi sa di teatrale, non spontaneo, di un linguaggio condiviso da una comunità di gente che condivide lo stesso problema. Che finora a voi non sia mai scappato il morto mi consola ma ripeto, io mi chiederei nel profondo della vostra psiche (o meglio ancora anima) da cosa nasce questo bisogno in un incontro erotico di teatralizzare una pulsione di morte, perché quello è. Perché se un uomo o una donna mi eccita sessualmente DEVO (perché non è una scelta) tirare fuori tutto quel mondo da incubo per star bene. Comportamenti socialmente condivisi? Qui si gioca col fuoco, soprattutto con chi è più giovane.

I.R. (autore del post)
Caro Stardust, sappiamo bene cos’è il consenso? Purtroppo membri della cosiddetta “comunità BDSM” hanno dimostrato in più occasioni di non averne una chiara percezione.
https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2016/05/29/sesso-e-stupro/ Questa mancanza di autocritica, da parte dei suoi membri, questo liquidare le preoccupazioni di chi è atterrito dalla violenza e dalla sofferenza e si angoscia semplicemente del benessere della gente (soprattutto dei più giovani, il cui immaginario è ormai dominato dalla violenza e dall’abuso percepito come erotico ed eccitente) denota un grande egoismo. Io comprendo il bisogno di non sentirsi emarginati e colpevolizzati per un qualcosa che va al di là dell’esercizio della volontà, però accanto al desiderio di essere accettati per qello che si è – assolutamente legittimo – ci dovrebbe anche essere il desiderio di non mettere in pericolo l’incolumità e il benessere degli altri, che è un aspetto che invece rimane sempre in secondo piano. “Noi sappiamo cos’è il consenso”, mi sento sempre rispondere. No, non è vero, la stragrande maggioranza della gente non lo sa cos’è il consenso: non lo sanno i professionisti del sesso (https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2015/12/15/james-deen-il-consenso-la-coercizione-e-il-femminismo/) non lo sa chi si impegna in simili “giochi”, non lo sanno i giornalisti che parlano di “sesso estremo” invece di stupro. Se la mancanza di consapevolezza in tema di consenso è così diffusa, dobbiamo tutti farci un esame di coscienza in proposito, e invece di limitarci a difendere il nostro personale stile di vita, cominciare a interrogarci su come migliorare la qualità della vita di tutti, e chiederci: quali sono gli strumenti che possiamo mettere in campo?S

I.R. (autore del post)
https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/12/09/lo-stupro-di-shia-labeouf/ a proposito degli stupri di uomini…

V.D.
P.S. scusa ma il “caro vecchi coito vaginale” mi fa davvero sorridere, non te la prendere, fa tanto buon tempo andato, quando berta filava. Però capisco quello che vuoi dire…

L.S.
Faccio attivismo femminista da anni e circa da altrettanti faccio bdsm.
Il problema della violenza sulle donne è uno di quei temi di cui mi occupo quasi quotidianamente, sull’imparare a riconoscere il consenso ci scrivo volantini e ci faccio iniziative, sul problema dello stupro qui in italia come all’estero nei campus universitari ho letto e riletto materiali. Le donne e le ragazze e chiunque altro abbia subito una violenza (dal commento inopportuno per strada allo stupro) hanno tutta la mia solidarietà e la mia rabbia.
Da femminista e da persona che pratica bdsm però mi chiedo anche se demonizzare chi ha determinate fantasie sia utile? Finché x persone tra di loro fanno una cosa in modo consensuale senza mettere in mezzo persone non consenzienti, qual è il problema?
E allora perché, invece che dire che se hai fantasie del genere sei un malato e puoi solo andare dallo psicologo, non si può spiegare prima dei video che rappresentano quelle fantasie la differenza tra gioco e realtà? Perché non spiegare il consenso? Perché i siti porno non possono diventare promotori di una cultura diversa in cui però le fantasie possano essere accettate e non censurate?
Mi rendo conto che in un momento simile vietare di vedere certi video possa sembrare una soluzione, ma a mio parere una soluzione non è. Scoprire che certe fantasie non le abbiamo solo noi e trovare dei punti di riferimento con cui condividerle ci permette di viverle nel modo più sano e sicuro possibile. Ci permette di riflettere sulla consensualità di ciò che facciamo. Essere demonizzati a mio parere crea solo danni.
(P.s. Ricordo ai fan dell’elenco delle parafilie considerate malattie che anche l’omosessualità era tra queste, quindi forse non sarei così sicura della validità di quell’elenco)

V.D.
I.R. sono d’accordo, viviamo in un un mondo sempre più violento (lavoro nel sociale da una vita) e il sesso non è che l’espressione. Una violenza spesso inconsapevole, non gestita, afinalistica, deresponsabilizzata, tutto un io non volevo, non sapevo, è stato un raptus. Aumentano gli atteggiamenti antisociali nei ragazzi, che non sanno gestire rabbia e frustraziomi, viste solo come una ferita narcisistica. Salta il senso del limite, solo un ego gigantesco e desiderante.

C.C.P.
No L., se ti ecciti in questo modo sei una pervertita e non puoi definirti femminista, almeno a giudicare dai commenti a questo post. La tolleranza e l’accettazione delle diversità evidentemente non è un concetto “femminista”.

I.R. (autore del post)
L., il sito in questione non mi risulta che sia un sito dedicato al BDSM. E perché l’invito a rivolgersi ad uno psicologo dovrebbe equivalere ad una “demonizzazione”? Un sacco di gente va dallo psicologo, per una infinità di motivi, e nessuno si sogna di stigmatizzarle. E’ chiaramente una provocazione, che invita ad una seria e urgente riflessione sulla violenza e sul rispetto dell’altro. Ora, voler far passare questa iniziativa come una stigmatizzazione di una qualche categoria di persone, mi sembra veramente surreale. Allora che facciamo, togliamo la parola stupro dal codice penale per non urtare la sensibilità di qualcuno?

L.M.
Continuo a non capire. C’è davvero qualcuno che dice: “Dio che voglia di farmi stuprare che ho”? È questo “il gioco”? Giochiamo a stuprare? Se è così, mio Dio, in che mondo viviamo?

L.S.
@I.R., xhamster è un sito di pornografia non specificatamente bdsm, ma anche bdsm dato che ha una sezione apposita nel sito e che il bdsm è una delle sfumature della sessualità.
È una demonizzazione perché la scritta compare solo in quel determinato genere di video, i video sullo stupro hanno qualcosa che non va quindi mi dicono di parlarne con un professionista, tutti gli altri vanno bene. È decisamente un modo per dirti che sei malato, non facciamo finta che non sia così, non far finta di non vedere la stigmatizzazione che ci sta dietro, suvvia.

I.R.
Mi spiace non la vedo la stigmatizzazione. C’è un grave problema sociale di fondo che si continua a sottostimare.

L.S.
Nessuno sottostima il problema sociale, non io, te l’assicuro.
Sto solo dicendo che quella proposta da xhaster non è secondo me una soluzione realmente utile e ti ho spiegato il perché.
E io la vedo la stigmatizzazione e mi dispiace dirlo, ma se tu non la vedi c’hai le fette di prosciutto sugli occhi.

M.M.
Io sono dell’idea che finché due persone sono consensuali possano fare ciò che vogliono, a parte farsi del male ovviamente, però paragonare la simulazione del sesso forzato/ persona legata ad un atto di stupro vero la vedo veramente come una stronzata.

I.R. (autore del post)
Ll’influenza della violenza fisica e verbale che permea l’industria del porno sullo sviluppo psicosessuale degòli adolescenti, questo è il fenomeno sottostimato. La mancanza di consapevolezza sul concetto di consenso. L’insoddisfazione sessuale di una gran maggioranza di donne che si sentono costrette a competere con un immaginario sessuale che non le soddisfa, che le fa sentire a disagio, quando non le fa sentire violate: http://www.dailymail.co.uk/femail/article-2432591/Porn-pernicious-threat-facing-children-today-By-ex-lads-mag-editor-MARTIN-DAUBNEY.html Mi rendo conto che ognuno si preoccupa della comunità alla quale appartiene, però io credo che sia importante dare un messaggio chiaro alla società tutta: la violenza è sbagliata, il consenso nel sesso è fondamentale. E se questo è vero anche nel mondo BDSM, non vedo proprio il problema con un’iniziativa del genere, perché lo stupro per definizione è costringere una persona ad un rapporto sessuale senza il suo consenso.

M.M.
Si ma lo stupro o il sesso forzato simulato è consensuale, perché sono atti simulati. Quindi il paragone con un atto di stupro vero e proprio, che alla fine con il sesso e l’erotismo ha poco a che fare, lo vedo assolutamente fuori luogo.

L.S.
Ma di cosa stiamo parlando?!
Ho scritto non so quanti commenti fa: “E allora perché, invece che dire che se hai fantasie del genere sei un malato e puoi solo andare dallo psicologo, non si può spiegare prima dei video che rappresentano quelle fantasie la differenza tra gioco e realtà? Perché non spiegare il consenso? Perché i siti porno non possono diventare promotori di una cultura diversa in cui però le fantasie possano essere accettate e non censurate?
Mi rendo conto che in un momento simile vietare di vedere certi video possa sembrare una soluzione, ma a mio parere una soluzione non è. Scoprire che certe fantasie non le abbiamo solo noi e trovare dei punti di riferimento con cui condividerle ci permette di viverle nel modo più sano e sicuro possibile. Ci permette di riflettere sulla consensualità di ciò che facciamo. Essere demonizzati a mio parere crea solo danni.”

C.B.
Continuate pure a ignorare la realtà dei fatti e a buttarci addosso colpe che non abbiamo, mi raccomando.
Io volo verso altri lidi. Di insinuazioni e insulti ne ho avuto abbastanza.

L.S.
Il bdsm si rifà a tutta una serie di parole che perdono il loro pieno significato reale. Si parla di schiavo/a e di Padrona/e, si usano molte parole perché aprono a un tipo di fantasia, ma essere una schiava bdsm non è la stessa cosa che essere una schiava dell’antico egitto.
Il rape play (gioco dello stupro) funziona proprio nello stesso modo della parola schiava. Si finge di vietare il consenso a una persona che in realtà il consenso l’ha dato. Non è meglio spiegarlo invece che consigliare di andare da uno psicologo?
Tra l’altro in molti video porno bdsm alla fine del video le persone coinvolte raccontano di esser state bene, di essersi divertite, di essersi eccitate, dicono che erano consenzienti ecc, quindi perché non farlo anche per questa pratica?

I.R. (autore del post)
C., ma dove sarebbero gli insulti scusa?

I.R.
L., se una persona fa parte della comunità BDSM non ha bisogno che le vengano fornite queste informazioni: lo hai detto tu, è un liguaggio solo vostro, un gergo che appartiene solo a voi, nel quale le parole hanno un significato diverso da quello che hanno per tutti gli altri. Perché un sito aperto a tutti dovrebbe usare un linguaggio che non è comprensibile a tutti? Perché un sito aperto a tutti dovrebbe conformarsi ai vostri parametri, e non alla lingua italiana che compare nei dizionari? Non mi risulta che nei siti porno ci sia la traduzione dei dialoghi in siciliano o in napoletano, e non perché chi ama il dialetto è stigmatizzato.

M.M.
Che discorsi sono? Una biblioteca ha tutte le classificazioni e sezioni o solo quelle politicamente e socialmente corrette?
Tanto la censura perderà sempre, in qualunque modo essa venga proposta.
Mi sembrano quei discorsi da genitori di quinta categoria che non mandano i figli in discoteca o alle feste perchè ci potrebbe essere la droga. Se non conosci il pericolo non lo puoi evitare.

I.R. (autore del post)
M., gli schiavi ci sono ancora oggi, comunque, non c’è bisogno di andare nell’atico Egitto. ci sono le donne vendute e trafficate, i bambini sfruttati, gli immigrati nei campi ecc. Siete una piccola comunità che si diverte, e ci fa piacere. Però schiavo, padrone, stupro, sono parole pesanti, sono realtà contro le quali si cerca disperatamente di sensibilizzare una società egoista e indifferente, nella convinzione che questa battaglia passi anche attraverso il linguaggio. Se non vi rendete conto che i vostri giochi prestano il fianco alla strumentalizzazione di una società che mira a banalizzare e minimizzare la violenza – quella vera – e che non c’è nessun intento “moralizzatore” nell’aprire un dibattito su questo, io non so più che dire.

L.S.
Perché il bdsm non è una comunità d’elite e prima di entrarci e farlo con il patner devi superare un test.
Chi fa bdsm ha guardato e guarda esattamente gli stessi porno che ci sono su xhamster e sarebbe stato bello che un ragazzino se ha certe fantasie trovi delle spiegazioni a quello che prova.
Se vedi il video di un tipo che prende per i capelli una tipa e le sbatte il pene in gola (anche questo lo mettiamo nel sito bdsm con disclaimer sul significato delle parole?) e sei un ragazzino e ti rendi conto che quel che ti eccita di quel video è un po’ l’umiliare la donna e un po’ costringerla, non sarebbe carino comunque avere un disclaimer nel sito che ti dice che se certe fantasie si mettono in atto con persone consenzienti, senza abusi e essendo poi entrambi felici, vanno bene? Che è importante esser sicuri del consenso? O vogliamo pure ghettizzare i video bdsm solo in appositi siti in cui devi entrare con la parola d’ordine tipo società segreta?
Che poi chi decide cosa è o non è bdsm? Lasciamo nei siti porno solo il sesso con le coccole perché anche la sculacciata mentre si scopa a pecorina potrebbe essere un incitamento alla violenza.
E no, non serve la traduzione, serve sdoganare un certo tipo di sessualità, serve insegnare che la sessualità va bene in tutte le sue forme se fa stare bene, rende felici e se c’è il consenso di tutti i partecipanti.

L.S.
E comunque non ci siamo noi che facciamo bdsm e voi che non lo fate, ci sono infinite sfumature tra noi e voi. C’è chi lo vive tutto il giorno tutti i giorni e chi una volta al mese fa sesso usando le manette perché lo rende più piccante. C’è a chi piace mordere durante il sesso e c’è a chi piace frustare. Sono sfumature diverse e modi diversi di vivere le cose. Ma non c’è un noi e un voi.

L.S.
Il punto, caro I.R., è che io lo sto aprendo il dibattito su questo, sto cercando di trovare una soluzione che spieghi la differenza tra fantasia sessuale e abuso, sto cercando un sistema per sensibilizzare senza ghetizzare “la piccola(?) comunità bdsm”, senza nasconderla sotto il tappeto come invece vuoi fare tu.
Tu cancelli e cancellando e censurando credi di risolvere il problema, io propongo soluzioni (forse non quelle che risolveranno il problema) ma almeno sto proponendo qualcosa di migliore dal nascondere sotto il tappeto il problema

M.M.
A parte che io non pratico BSDM, quindi non faccio parte di nessun “gruppo ristretto”, ma la censura non è sensibilizzazione, è censura.
Si sensibilizza la società con l’istruzione, spiegando attraverso l’educazione sessuale, non negando certe cose in toto, così stimoli solo la curiosità di chi non sa e non capisce.

I.R. (autore del post)
Ma io non voglio ghettizzare nessuno! Però L. ho una visione della cosa molto diversa dalla tua. Tu sei convinta che il ragazzino vada a cercare il porno violento perché mosso da una innata pulsione a provare piacere nell’umiliare e punire. Io invece credo che il porno abbia un ruolo attivo (insieme a tanti altri condizionamenti sociali), e contribuisca a crescere generazioni che associano il piacere sessuale alla sopraffazione, alla violenza o alla passività e alla sottomissione. Certo non è vero per tutti, mai generalizzare, ma che la violenza fruita abbia un’influenza concreta sullo sviluppo della personalità dei ragazzi è un dato scientificamente acclarato. Quindi non credo che un disclaimer basti, tutto qui. C’è bisogno di altro.

L.S.
Allora anche i film, i videogiochi, i libri, le serie tv e chissà che altro andrebbero censurate secondo te?

L.S.
E comunque io ho enormi critiche verso l’industria del porno, l’immagine della donna che ne esce, ecc ecc. Ma non è censurando che si risolve il problema

I.R. (autore del post)
Ma perché la censura vi terrorizza più dell’enorme quantità di stupri? No, davvero, sono curiosa. La censura, il moralismo, sembrano le peggiori minacce alla civiltà. Appena si muove una critica ad un contenuto che riguarda la violenza contro le donne, subito si evoca la fallacia del pendio scivoloso: “ecco, allora scompariranno tutti i film, i videogiochi, la birra, nessuno potrà fare più sesso, i “diversi” saranno bruciati sulla pubblica piazza…” Ma perché? Io ho solo detto, in questo post, che trovavo positivo che un sito porno sollevasse il problema del consenso fra i fruitori del genere, e che la discussione andava aperta, perché il problema è serio. Mi sono sentita dare della nazista, una che vuole stigmatizzare questo e quello, irrispettosa della diversità, e chi più ne ha più ne metta. Io ho solo espresso la mia opinione, e la mia opinione è un certo immaginario è pervasivo e onnipresente quando si parla di sesso, altro che stigmatizzato: pretende di ricomprendere tutto e tutti. Che c’è bisogno di educazione a rispetto, più chiarezza su certi argomenti, e che il rispetto passa anche attraverso il linguaggio. Io dubito fortemente che una persona che fa solo sesso consenziente possa sentirsi offeso dal messaggio diffuso da quel sito, ne dubito sinceramente. Perché conosce appunto la differenza fra un gioco e uno stupro.

P.S.
la gente moralista che con argomentazioni molto simili sogna di censurare film (non porno, telefilm, fumetti e quant’altro esiste.

V.D.
I.R. io la penso esattamente come te e mi stupisco a non leggere un dubbio, una perplessità sull’uso di un immaginario violento e di parole che significano cose pesanti ma sulle quali ci si balocca. Anzi, L. è l’unica in questo gruppi ad accennare alla vera violenza sulle donne. Gli altri e le altre tacciono o rispondono piccati; io sono basita, il mio diritto a giocare viene prima dei miei doveri sociali. È davvero uno specchio dei tempi: la censura, vera o immaginaria sembra l’unico tabù perché limita il mio ego, quello che succede al di fuori della mia piccola cerchia non mi riguarda, che ragazzini crescano violenti non importa. Il riferimento poi agli/alle schiavi d’Egitto fa cadere le braccia: esiste la tratta che muove migliaia di disperate, un mercato di pedopornografia globale, per non parlare del numero sterminato di schiavi che producono merci a basso costo per noi…e l’unico riferimento alla schiavitù al di fuori dei giochetti BDSM è questa. Certo, continuate a giocare….

I.R. (autore del post)
Non mi fraintendere. V, ognuno può giocare ai giochi che vuole. Ma qui non si parla di prodotti in vendita, non della sessualità delle persone. si parla di un’industria, non della libertà di ognuno di noi di vivere la propria sessualità come vuole. Sono due cose completamente diverse,, secondo me. La sessualità esisteva ben prima dell’industria del porno e sono certa che se domani scomparisse il porno, per magia, questo non danneggerebbe la qualità della vita sessuale delle persone. Forse la migliorerebbe, sostengono alcuni. Ricordo una vecchia intervista con Shere Hite, quella del rapporto Hite in proposito: “La chiave di una nuova sessualità è ascoltare il tuo corpo e il corpo della tua o del tuo partner in una continua comunicazione non verbale. Senza badare alla consuetudine, alle aspettative, ai conformismi, bisognerebbe concentrarsi sui segnali fisici emanati dai due corpi e seguirli, assecondarli, lasciandosi trasportare dalla corrente. Se ci si riesce, questo ci condurrà in un’ atmosfera magica e nuova, all’ orgasmo e oltre le frontiere dell’ orgasmo, facendoci raggiungere le più alte vette di eccitazione sessuale, prolungandole quanto si vuole… La pornografia è qualcosa che finisce per allontanarci dal piacere sessuale, come una droga che, più la prendi in dosi massicce, meno ti dà soddisfazione, perciò devi sempre aumentare la dose e il piacere continua a diminuire. Per cui ogni tentativo commerciale di elevare il porno, di renderlo di moda, mi pare deteriore, ipocrita, controproducente.”
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/04/30/incontro.html

Stardust: a lost alien
Trovo gran parte di questi commenti deliranti (e lo dice quello che va in giro per Facebook chiamandosi Stardust, quindi è tutto dire xD).
Non posso rispondere a tutte le ultime cose che sono state scritte, e questa sarà l’ultima volta che scrivo in quanto non posso passare tutto il mio tempo a commentare su Facebook, ma comunque:

Stardust: a lost alien
Per I.R.: è assurdo tirare in ballo il fatto che alcuni kinksters (passatemelo, suona molto meglio di “pervertiti”) commettano effettivamente stupri. Avrebbe senso se nella comunità BDSM ci fosse un’incidenza di stupri maggiore che in altre fasce della popolazione, ma non mi sembra che sia questo il caso. Anzi, tale comunità è una delle più aperte che mi sia capitato di trovare, quantomeno nella città in cui mi trovo, e argomenti come il consenso e la sicurezza vengono trattati moltissime volte, e la loro importanza reiterata fino allo sfinimento, e per ovvi motivi direi.

Stardust: a lost alien
E poi niente, mi son perso a fare altro xD

I.R. (autore del post)
Beh grazie Stardust, ora accatto all’argomento “notallmen” aggiungerò anche l’argomento “notallkinksters”; mi mancava. Nessuno qui ha sostenuto che nella comunità BDSM c’è un’incidenza maggiore di stupri rispetto a… non saprei neanche quale potrebbe essere il termine di paragone. Non credo proprio che nessuno si sia mai sognato di compilare una statistica del genere, perché non avrebbe senso. E’ ormai assodato che la violenza sulle donne è un fenomeno assolutamente trasversale a ceto, cultura, classe ecc. E’ un problema del quale tutti dovrebbero farsi carico, tutti, a prescindere dall’orientamento e dai gusti sessuali, dall’etnia, dalla classe sociale… Si tratta di interrogarsi sulla responsabilità collettiva di una società che nel suo complesso è ancora fortemente patriarcale, con tutto ciò che questo comporta. Ma ovviamente c’è chi ha altre priorità. Lo capisco per carità. Solo evita di etichettare le persone come bigotte solo perché si occupano di un fenomeno al quale tu evidentemente non solo non sei interessato, ma sul quale sei anche disinformato.

I.R. (autore del post)
Quando si parla di violenza di genere, da sempre si parla di responsabilità collettiva; e questo non per negare le cople individuali del singolo che compie violenza, ma per tirare in causa tutti quelle strutture sociali che contribuiscono a rimpolpare la “cultura dello stupro”. Da sempre il femminismo chiede a tutti, senza esclusione, di farsi un esame di coscienza in proposito, e questo non l’intento di “censurare”, ma di invitare al cambiamento. Chiudersi a guscio, proteggere la propria identità rimanendo sulla difensiva (io sono buono, io non faccio del male a nessuno) è un atteggiamento che comprendo, ma non è produttivo né di analisi costruttive né di cambiamenti. Forse per te Stardust le cose vanno bene così come sono. Per molte donne non è così, vorremmo una società impostata diversamente. E invece di darci delle bigotte, potresti provare a chiederti cosa c’è che ci ferisce tanto, e perché ci impegnamo tanto per il cambiamento. L’intento, ti assicuro, non ha nulla a che fare con la tua vita sessuale, che non mi riguarda minimamente.

Stardust: a lost alien
Sempre più assurdo. Appunto, proprio perché la violenza sulle donne è trasversale non ha senso accanirsi contro chi pratica sesso consensuale e BDSM, contro chi guarda porno violenti, contro chi quei porno (violenti o meno) li fabbrica consensualmente. Il porno è una delle tante espressioni della sessualità. Il femminismo si batte penso fin dagli inizi per una sessualità libera e consensuale. Dire alla gente che non bisognerebbe guardare o fare i porno è antifemminista. Non ho altre priorità, è proprio il mio femminismo che mi fa sostenere con convinzioni il diritto di uomini e donne e tutto quello che c’è nel mezzo di fare sesso come loro pare e di non farlo se non vogliono, di guardare il porno che a loro pare, di masturbarsi come loro pare.

Stardust: a lost alien
La società è ancora misogina e patriarcale. Censurare il porno non cambierá nulla, anzi contribuirebbe a relegare di nuovo il sesso in quella zona oscura e misteriosa e proibita dalla quale sta ancora uscendo. Mi piacerebbe che nei siti di porno ci fossero disclaimer e premesse ai video in cui si sottolinea l’importanza della consensualitá, mi piacerebbe che il porno fosse in generale di qualitá migliore. Scrivere che chi guarda porno violento è un malato mentale è scorretto oltre che ad essere un’idiozia.

Stardust: a lost alien
E poi. I poveri giovincelli in fiore che vengono deviati da tutta questa sessualità violenta. Che la societá, i genitori, gli insegnanti, tutti, insegnino loro la paritá di genere, il rispetto verso l’altro, la differenza fra realtá e finzione. Questi discorsi mi fanno venire in mente le filippiche contro Marilyn Manson e la sua musica del diavolo e la sua cattiva influenza sui giovani scemi. Ma per favore.

 

Concludo con un bel pezzo di Dan Savage – del quale sono un fedele lettore – sull’argomento (postato anche in un altro dei commenti al post), e con un adorabile video di uno dei miei gruppi preferiti, giusto per il gusto di inorridire quelli che pensano che questa roba sia “pericolosa e deviante” e che le perversioni sessuali siano da brividabadibidi:

Dan Savage – Il Sadico Perbene

 

 

 

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8 thoughts on “Una conversazione sul porno: BDSM e consenso

  1. Tutto molto interessante, ma da “persona informata dei fatti” mi permetto un’osservazioncina piccina picciò.

    Gran parte della discussione qui sopra si fonda sulla frase “il rape play fa parte del BDSM” – dopodiché si è scatenata la guerra.

    C’è tuttavia un piccolo particolare: al di là dei gusti personali, il rape play NON fa parte del BDSM. Quest’ultimo infatti è definito da rapporti strutturati in cui i ruoli prescelti implicano comportamenti e approcci precisi – in altre parole, c’è un padrone e uno schiavo, e poiché entrambi ne sono consapevoli non ci sono conflitti fra loro. Lo stupro, vero o finto che sia, comporta invece proprio un conflitto (“ti voglio scopare”/”non voglio scopare”).

    I fatti sono questi; le conclusioni tiratele voi.

    Liked by 1 person

    1. Buongiorno umano,
      cosa intendi dire dicendo che il rape-play non fa parte del BDSM? Il BDSM comprende un insieme di pratiche che involvono bondage, sadomasochismo, dominazione e sottomissione che vengono in una grande varietà di forme; credo che il rape-play possa essere considerato parte delle ultime due. Nella tua opinione, in che categoria dovrebbe ricadere?
      E non sono d’accordo con l’affermazione che lo stupro finto comporti un conflitto, in quanto le parti sono ben consapevoli che sia finto ed entrambi hanno il potere di fermare il gioco quando vogliono.

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  2. “Cosa intendi dire dicendo che il rape-play non fa parte del BDSM?”
    Ti rispondo cosa intendo io, quando affermo – anche se probabilmente non lo direi così – che il rape-play non “fa parte” solo del BDSM.
    BDSM è una dicitura che nasce piuttosto recentemente, parliamo degli anni ’60 del secolo scorso.
    Di tendenze come il sadismo, o il masochismo, invece, abbiamo testimonianze molto più antiche. Il primo esempio che a me viene in mente è Gilles De Rais (1400), il personaggio storico che ha ispirato quello letterario di Barbablù, accusato di aver torturato e barbaramente ucciso più di cento fanciulli, rapiti nelle sue terre.
    Questo, per intenderci su che cosa si intende in senso più ampio di sadismo di quello cui lo verrebbero ridurre tutti coloro che fanno parte della comunità BDSM. E bada, non sto mettendo in dubbio la tua interpretazione del termine, nel senso che per te sia “vera” quell’interpretazione del termine, ma ti sto facendo notare che esiste ben altro “sadismo” di quello descritto dai membri del BDSM, che non possono limitarsi a derubricare questi soggetti come “devianti”, affermando “quello non è vero sadismo”, perché di fatto lo è, non c’è un altra parola a nostra disposizione per defire determinati fenomeni, e sarebbe interessante intterogarsi sul perché è stata fatta la scelta di non cercare termini nuovi per fenomeni che sono tanto diversi.
    Viviamo in una società fondata su rapporti gerarchici, nella quale ci sono dominanti e dominati, e nella quale il dominio viene stabilito per mezzo il più delle volte per mezzo della forza bruta e della violenza. Questo è innegabile. La diade “schiavo-padrone” non è il giochino di una ristretta minoranza di persone, ma – visto che ti piace la filosofia – nella forma servo-padrone è un elemento chiave nel sistema filosofico hegeliano… solo per fare un esempio. L’elemento dal quale si diparte l’analisi di Carla Lonzi, nota femminsta, per fare un altro esempio.
    Per come la vedo io, non c’è niente di “atipico”, di eccezionale, di “strano”, in un rapporto fra esseri umani nel quale uno assume il ruolo di dominante e l’altro di dominato: è piuttosto la norma (intesta non tanto come “legge”, ma normalità, cioè cosa più comune), e, come ci insegnano i manuali scolastici con le loro piramidi sociali illustrate, è il modo in cui siamo abitati a vivere dalla nascita delle prime società strutturate, il modo in cui sono strutturate tante (non tutte) società animali, nelle quali il dominio è stabilito e conservato per mezzo di specifici rituali nei quali lo strumento è la violenza.
    Questo fatto, per alcuni, è la dimostrazione che questo modo di intendere qualsiasi relazione, e non solo quella sessuale, fra individui, sia il “modo naturale”, e naturale è inteso come innato, immutabile.
    Rivoluzionario, o meglio ribelle, atipico, eccezionale, straordinario (inteso come fuori dall’ordinario, quindi minoranza) è sempre stato per me chiunque si sia opposto a questa visione della realzione fra esseri umani, mosso da una visione di un futuro diverso e possibile, nel quale sia il dominato che il dominante si “liberano” di questi ruoli predeterminati e entrano in relazione in modo diverso.
    Lo stupro, nell’analisi femminista, è un rituale di dominio, non un’atto sessuale, bensi un’azione altamente simbolica per mezzo della quale il maschio rinnova il suo dominio sul genere femminile.
    Penso che avrai sentito parlare di “violenza simbolica”. Una caratteristica della violenza simbolica, così come descritta da Pierre Bourdieu, è che si tratta di una forma di dominio che, per esercitarsi, ha bisogno dell’assenso, anzi della collaborazione attiva dei dominati.
    «La violenza simbolica si istituisce tramite l’adesione che il dominato non può non accordare al dominante (quindi al dominio) quando, per pensarlo e per pensarsi o, meglio, per pensare il suo rapporto con il dominante, dispone soltanto di strumenti di conoscenza che ha in comune con lui».
    Spero di averti suggerito degli spunti di riflessione.

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    1. Mh, molte cose interessanti.
      Parlando del sadismo in senso più esteso, ovvero non solo quello limitato al BDSM ma veri e propri atti criminali contro la persona, non so davvero perché non si usino due parole diverse. Però non credo che sia un errore da parte dei “pervertiti” (non sono abituato a usare questa parola) relegare i criminali a soggetti deviati. Mi viene un po’ in mente l’associazione comune fra gay e pedofilo stupratore; anche un pedofilo stupratore può essere omosessuale, ma certo non rappresenta gli omosessuali maschi.
      Sono d’accordo con te che la dinamica dominante-dominato non sia quella naturale e quindi normale, da accettare in quanto tale, soprattutto quando viene applicata al genere: uomo dominante donna dominata. Anzi, se proprio a me sembra innaturale, in quanto comporta uno svilimento della persona, della femmina dominata principalmente ma anche del maschio costretto in un ruolo ben predefinito che cancella la parte emotiva. E se questa è davvero natura, allora meglio essere mostri contro natura.
      Il punto è che c’è una differenza fra una relazione di sopraffazione o comunque di dominazione e un rapporto sessuale (o anche romantico, alcuni lo portano fino a quel punto) BDSM: il consenso innanzitutto ma anche il fatto che, se il rapporto è sano (safe sane and consensuale), tutte le parti coinvolte sono consapevoli che si tratta di BDSM, quindi un gioco di ruolo, che può essere interrotto e che per molti, anche per me ad esempio, costituisce solo una parentesi. Finito il gioco, i poteri tornano a essere bilanciati, e comunque anche durante il gioco c’è la possibilità di interrompere tutto.

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    2. Non so se poi ho compreso bene l’ultima parte, quando parli dello stupro come violenza simbolica. Le parole di Bordieu mi sanno tanto di victim blaming.
      Ma Bordieu a parte, intendevi dire che lo stupro, anche se finto, anche se un gioco, è comunque simbolico e sancisce il dominio del maschio sulla femmina? Che sia simbolico sì, sicuramente, anzi tutte le pratiche BDSM credo siano simboliche. Che stabilisca un dominio no, non lo credo proprio (parlo sempre dello stupro “finto”), non nel senso vero della parola quantomeno, ovvero non è che il finto stupratore stia di fatto sopraffacendo il finto stuprato.
      Ritengo che però sia comunque un atto simbolico, nel senso che nel gioco è presente un forte componente psicologica, che sicuramente si rifà a un rapporto di dominazione ma lo mantiene nella dimensione appunto del gioco, finta, quindi sicura.
      Possono essere moltissime le ragioni per cui uno ama il rape-play: affermare la propria forza, lasciarsi andare, scaricare le tensioni, scaricare per un momento le responsabilità sull’altro, sentirsi in una posizione di superiorità, sentirsi indifesi e vulnerabili. Potrebbe essere anche il riflesso di quello che la società cerca di imporci, che ad esempio io rifiuto ma di cui devo comunque subire il messaggio (non nel senso che devo assorbirlo, ma che comunque non posso evitare di percepire e notare praticamente dappertutto); potrebbe essere in altre parole una valvola di sfogo.

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  3. Salve Stardust,
    ammetto che come bdsmer femminista ho seguito la discussione quando è stata fatta, ho letto la notizia appena uscita e mi sono sentita piuttosto combattuta tra la parte di me che non accetta la cosidetta “cultura dello stupro” e il fatto di essere una bdsmer. Lasciami dire che purtroppo in un certo ambiente femminista (come in certi ambienti BDSM, almeno dal mio punto di vista) ci sono molte forzature e poca voglia di immedesimarsi nell’altro. Sostengo fermamente che una fantasia sessuale sia una FANTASIA: proprio perché nel reale è un qualcosa che non si farebbe mai o non si potrebbe fare mai, nel sesso è importante realizzarla e si fa per gioco e per piacere. Tuttavia una parte di me pensa che servano certi gesti eclatanti come quello di xHamster per contrastare un certo tipo di pensiero misogino che ormai fa parte del porno mainstream. Capirai che comunque è un argomento piuttosto controverso per chi si occupa di entrambe le cose.
    Grazie del tuo punto di vista, rifletterò sicuramente sulle tue parole da “confusa”.
    Un abbraccio

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    1. Grazie del tuo commento 🙂
      Non condivido il gesto di xHamster, anche se mi rendo conto del problema. Sicuramente in entrambi gli ambienti, BDSM e femminismo, ci sono molti umani con zero empatia e più che altro la voglia di imporsi sugli altri. Di recente au Fetlife è scoppiato un polverone causa arresto di uno, molto famoso nell’ambiente, che non la scusa di essere un kinksters ha stuprato molte donne. O almeno questo è quello che si dice, ma dubito non sia vero.
      Cerco di beneficiare degli aspetti migliori di entrambi e criticare e combattere gli altri 🙂

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