… Dobbiamo fare uno sforzo per proteggere i sentimenti di tutti?

(Post originariamente pubblicato il 16.11.2015. English version here.)

Per qualche ragione, non posso commentare questo blog post accedendo col mio account di WordPress, non posso nemmeno ripostarlo con esso, quindi devo copiare per forza il link (mi sto ancora orientando in questo sito, abbiate pazienza con me umani).

http://thoughtcatalog.com/ryan-holiday/2015/11/the-real-reason-we-need-to-stop-trying-to-protect-everyones-feelings/

All’inizio ero piuttosto deluso per non poter commentare (farò un account di Facebook prima o poi), poi ho sviluppato così tante cose da dire al riguardo che era meglio semplicemente scrivere un altro post. Mi piacciono i numeri, e mi piacciono le liste, quindi eccole:

  1.  Non ho letto il libro Fahrenheit 451, quindi non posso parlare particolarmente di quello. Ma molti umani, decenti, umani con valore, ne hanno parlato positivamente, e sono molto curioso di leggerlo io stesso. Ad ogni modo, mi piace quel post. Concordo con esso. I pensieri dovrebbero essere liberi, e così l’arte, e i discorsi. E finora, niente di nuovo. Ma e se si tratta di offesa?
  2. Va bene offendere qualcuno? Capisco quello che l’autore sta dicendo (perlomeno lo credo. Le menti umane sono difficili da esplorare perché c’è molto poco da esplorare): dovrei essere libero di esprimere la mia opinione anche se questo ti ferisce, e il fatto che tu sei ferito non dovrebbe impedirmi di esprimere i miei pensieri. Sì, voglio dire, ovvio, sarebbe dittatura dire che non ti puoi esprimere semplicemente perché questo mi fa stare male. Sottolineo che sto dicendo “esprimere” e “opinione”, quindi non sto parlando di un attacco fisico. Solo conversazione. Non può essere un crimine solo dire quello che penso, giusto? Naturalmente non può. Ma allora chiedo di nuovo, va bene offendere qualcuno? Capito, capito, seguendo la logica dell’articolo è colpa dell’offeso se esso (e sto usando esso di proposito) si sente, per l’appunto, offeso. Ma quella non è la risposta alla mia domanda. Va bene offendere qualcuno? Va bene se dico che le persone di colore sono inferiori ai bianchi? E se dico che le donne dovrebbero essere sottomesse agli uomini, stando a casa, cucinando e partorendo quei piccoli mostri che voi chiamate bambini? E se dico che i bianchi sono solo un gruppo di stronzi che cercano di sfruttare le risorse di paesi meno sviluppati, come i paesi africani e arabi, soffocando e facendo violenza alla popolazione, e che alla fine della storia i terroristi musulmani hanno ragione e dovrebbero vincere? Beh, onestamente non lo penso. E solo perché non mi fraintendiate, non credo che i neri siano inferiori ai bianchi, che le donne dovrebbero essere sottomesse agli uomini, che i bianchi siano stronzi e che i terroristi musulmani dovrebbero vincere. Non credo che vada bene offendere qualcuno, ed è perché sono convinto che ci sia una differenza fra opinione, arte e offesa. È una differenza sottile, ne sono ben consapevole, una differenza che probabilmente molti umani non capiranno mai perché i loro microscopici cervelli non in grado di afferrare il concetto. Ma per una mente aliena, c’è una differenza. E siccome non ho voglia di scrivere un intero libro sulla questione, dirò semplicemente cos’è l’offesa. Beh, potreste anche controllare la definizione sul dizionario, sapete, ma il dizionario probabilmente vi dirà che “offendere è l’atto di insultare qualcuno” bla bla bla. Non spiega la differenza fra essa e l’opinione. Quindi vi dirò qual è la differenza per me: offendete qualcuno quando state dicendo a quella persona che è pessima/inferiore/senza valore/spregevole con aggettivi quali stupido, idiota, stronzo e così via, solo per quello che è (uomo, donna, nero, bianco, cattolico, buddista, qualunque cosa). Non credo che quello vada bene. Quello è mancanza di rispetto. Quella cosa di cui voi umani davvero mancate. E ritengo anche che scrivere una canzone su stupri/scrivere un libro con informazioni ginecologiche/qualunque cosa sia diverso che dire a qualcuno che fa schifo.
  3. Devo dire che in principio è stato molto difficile per me capire perché si facessero tante storie. Dobbiamo davvero fare uno sforzo per proteggere i sentimenti di tutti? Dobbiamo davvero essere attenti a quello che diciamo? Non sento la necessità di farlo. Parlo semplicemente senza insultare (a meno che non ci sia qualcuno che minacci i diritti fondamentali di altri), non è una tale tremenda sfida. Mi stavo chiedendo da dove potesse essere venuto un simile problema. Poi mi sono ricordato che stavamo parlando di umani, che vanno in giro urlandosi addosso e facendo tanto male quanto possono; offendere per loro è roba di tutti i giorni. La gentilezza, qualche volta, per non dire sempre, è la soluzione a enormi quantità di problemi. Gentilezza, rispetto, non-essere-uno-stronzo-e-farti-solo-i-cazzi-tuoi, tutte queste cose da magia nera che vi fanno cagare addosso dalla paura.
  4. Il ragionamento sopra (punto 2) è incrollabile? Certo che no, mio caro umano, come ogni ragionamento nel mondo, probabilmente. Ha punti deboli, come per esempio che la mia definizione di offesa è chiaramente soggettiva.
  5. Dire che non credo che l’offesa vada bene non vuol dire che io pensi che offendere la gente dovrebbe essere illegale – anche prendere in prestito il libro preferito del tuo amico e non ridarlo indietro non va bene, sei davvero un completo pezzo di merda se fai qualcosa del genere, ma tuttavia non ritengo che dovrebbe essere punito come un crimine – perché la linea di separazione fra offesa e libertà di espressione è troppo soggettiva e sottile. Ma il fatto che non dovrebbe essere illegale non significa che si possa pretendere di offendere la gente senza che quella o altra gente vi rimproveri per questo e senza fronteggiare conseguenze sociali. Se sei uno stronzo e la gente ti tratta come tale… beh, mi suona ragionevole.
  6. E ora vi offenderò, seguendo la mia definizione di offesa. Che è la vera ragione per cui ho scritto questo poema. Oh sì. Credete che siamo – oh merda, lapsus freudiano, VOI siete – una sorta di specie hippy, con fiori nei capelli, seduti a gambe incrociate, polsi sulle ginocchia e mani in posizione yoga, ondeggiando avanti e indietro con un sorriso idiota e ripetendo “amatevi gli uni con gli altri”? No. Scordatevelo. Ho iniziato questo blog dicendo che gli umani sono stupidi e ho intenzione di continuare a ripeterlo. Stupidi, e inferiori. E sapete cosa? A causa di ciò, tutte le regole precedenti vanno fuori dalla finestra. Non saremo cortesi e premurosi con tali miserabili creature.
    Avete letto i commenti a quell’articolo? Se non lo avete fatto, per favore fatelo. Fatto? Ok. Ci sono alcuni commenti decenti, ma talmente tanti fanno venire voglia agli asteroidi di cadere sul vostro pianeta, credetemi. Ho notato specialmente che la questione del genere ha causato un mucchio di clamore, che è incredibilmente divertente non solo di per sé ma anche perché l’autore dell’articolo ha chiaramente menzionato fra gli esempi di offesa sia una canzone sullo stupro che Neil Gaiman, che è un umano estremamente buono e rispetta profondamente le donne quantomeno per quello che ne so, e informazioni ginecologiche. Gli ultimi due sono usualmente considerati “roba femminista”. L’autore ha anche nominato censura di sinistra e di destra (femminismo incluso nella prima), argomento che pure ha sollevato un bel polverone. E l’ha fatto fottutamente di proposito, lo ha anche scritto: “
    Mentre queste lamentele conservatrici riguardanti il contenuto dei libri sono sfortunatamente vecchie come il tempo. Stiamo anche vedendo un’impennata di un tipo diverso”. Ma loro non l’hanno notato, oh no, troppo difficile per voi, il vostro cervello si fonderebbe se tentasse l’impresa, gocciolerebbe attraverso le vostre orecchie e i vostri occhi come la lava della centrale nucleare di Chernobyl, bruciando tutto nel suo passaggio. Le persone che si univano alla discussione hanno continuato a urlarsi addosso, in un modo ridicolo come se ciò non bastasse: “questo è ciò che succede quando sguinzagliate femministi e checche”, “ecco, scrivi che una canzone sullo stupro non è offensiva perché sei un fottuto maschio bianco”, e così via e così via. Oh cielo, è così divertente vedere quanti maschi umani siano così terribilmente spaventati dal perdere il controllo e potere sulle femmine umane, ed è così divertente vedere quante femmine umane siano sempre pronte a considerare i maschi umani come nemici, a prescindere da quello che dicono, a prescindere da quello che fanno, sono fottuti maschi, il che è merda.

Ok, ora sono cattivo. Comprendetemi, ho vissuto anni ed anni a stretto contatto con voi, dovreste sapere quanto siete insopportabili; nemmeno un santo sarebbe paziente. E io non sono un santo. Di nessuna religione. Ma mi diletterei ancora a vedere il vostro cervello fondersi e gocciolare e bruciare e fumare. È un’immagine molto gradevole.

P.S. Ho pensato che una chiarificazione fosse necessaria. Quando scrivo “parlarne” non intendo dire incoraggiare, promuovere e organizzare. Se arriva a incoraggiare e organizzare crimini, allora ritengo che entriamo nel campo delle offese che dovrebbero essere soggette a conseguenze legali. Ma anche qui la differenza è terribilmente sottile e d’altra parte ho notato che generalmente, e anche per me fra l’altro, solo incoraggiare crimini contro una determinata categoria (soprattutto alcune categorie particolari) è considerato inquietante. Ci sono tonnellate di canzoni sull’omicidio, omicidio in generale, ad esempio, e non ho mai sentito nessuno lamentarsi al riguardo. O molto molto pochi. Se scrivessi canzoni, o libri, o che so io, sono certo che ci sarebbe molta violenza in essi. Quindi. Suppongo che dipenda tutto dalla questione della “determinata categoria”: razza, sesso, religione, preferenze sessuali, … Non sarebbe un problema se la discriminazione non fosse il passatempo preferito degli umani; in tal caso sarebbe un’opera d’arte e considerata come tale. MA la discriminazione è il passatempo preferito degli umani, quindi non serve essere un genio per capire da dove viene il trambusto.

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